Uno dei suoi
aspetti più caratteristici è quello di
avere come protagonisti le statue di
San Pietro e San Paolo che assieme a
quella del Cristo Risorto e della
Madonna danno vita, nella Domenica
di Resurrezione, a "U 'Ncontru" (l'Incontro).
I "San Paoloni" (così vengono denominati) sono due imponenti statue lignee che rappresentato appunto i Santi Pietro e Paolo, co-protagonisti dell'incontro tra il Cristo Risorto e la Madonna, raggiunti dopo avere "ballato" e "camminato" tra la folla.
I due simulacri sono
costituiti ognuno dalla testa del Santo
unita ad una intelaiatura di legno che
poggia direttamente sulle spalle di un "portatore", il quale riesce a condurli in
giro e ad animarli. Sono alti circa tre metri.
La loro struttura grava sul corpo
del "portatore" che viene aiutato
dall'esterno da due "sostenitori" posizionati al suo fianco in funzione
di accompagnatori.
Entrambi reggono
dei mazzetti di fiori e mentre San
Pietro porta le chiavi dei Regni
Ultraterreni, San Paolo invece
impugna una spada.
I "San Paoloni" la domenica mattina, alle dodici in punto, escono
dalle chiese e con una insolita rappresentazione, che con movenze
danzanti e ritmi musicali sembra cullare la folla assiepata in piazza
Umberto, iniziano attraverso un gioco di attesa e sorpresa a rievocare
l'incontro tra il Cristo e la Madonna.
Ma non finisce qua, perché, dopo
il grande incontro, i simulacri della Madonna e del Cristo Risorto, seguiti dai due "San Paoloni" e dalla banda, percorrono di corsa le vie dei
Santi, le stesse che nella giornata di Venerdì Santo percorre l'Urna
del Cristo Morto.
Ritornati in Piazza Umberto, ecco che danno vita ad un
secondo incontro: il piccolo incontro.
A
occuparsi della vestizione dei Santi Pietro e Paolo, da generazioni,
sono sempre le stesse famiglie, tre per Santo. Una tradizione radicata
che la comunità aragonese vive con grande partecipazione e trasporto;
per l’occasione, sono numerosi gli emigrati all'estero che tornano
appositamente.
Dopo la Domenica di Pasqua inoltre, i San Paoloni si
ritrovano insieme nelle chiese del paese fino alla terza domenica
successiva a quella di Resurrezione.
In tempi recenti poi, i Santi Pietro e Paolo sono rappresentati in effigie anche nella
botte diventata il simbolo aragonese dei pellegrini della Via
Francigena.





